La Divina Misericordia
LE PROMESSE DI GESU' MISERICORDIOSO
Venerazione dell'immagine
Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:
- «L'anima che venererà questa immagine, non perirà» (Q. I, p. 18): cioè ha promesso la salvezza eterna.
- «Prometto pure già su questa terra (...) la vittoria sui nemici» (Q. I, p. 18): si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.
- «Io stesso la difenderò come Mia propria gloria nell'ora della morte» (Q. I, p. 26): ha cioè promesso la grazia di una morte felice.
La generosità di Gesù non si limita a queste tre grazie particolari. Poiché‚ ha detto: «Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia» (Q. I, p. 141), non ha posto alcun limite né al campo né alla grandezza di queste grazie e dei benefici terreni, che ci si può aspettare, venerando con incrollabile fiducia l'immagine della Divina Misericordia.
Festa della Divina Misericordia
- «
In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene» (Diario, p. 235) - ha detto Gesù.
- «
In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. (...) Nessun'anima abbia paura di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (Diario, p. 441).
Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: «la remissione totale delle colpe e castighi».
"Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). É essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo.
Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". E' chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia" (R., p. 25). La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato.
Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto «riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia», poiché‚ «in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto». Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi:
- tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa;
- Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità;
- tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia (R., p. 25-26).
Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia.
Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia.
Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.
Come prepararsi alla Festa della Divina Misericordia:
Innanzi tutto occorre ricordare che la Festa della Divina Misericordia si celebra sempre la prima domenica dopo Pasqua.
La preparazione consiste in una novena che prevede la recita della Coroncina della Divina Misericordia per nove giorni consecutivi a partire dal Venerdì Santo.
Il decimo giorno è la domenica della Festa, in cui bisogna fare la Comunione in grazia di Dio.
Anche la confessione è richiesta, ma si può fare anche nei giorni precedenti (la novena in peccato mortale non avrebbe senso).
Coroncina della Divina Misericordia
Le promesse legate all'ora della morte le otterranno non solo le persone che reciteranno questa coroncina, ma anche l'agonizzante accanto al quale essa verrà recitata.
«
Quando vicino ad un agonizzante viene recitata questa coroncina si placa l'ira di Dio e l'imperscrutabile Misericordia avvolge l'anima» (Diario, p.487). La promessa generale dice: «
Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno» (Diario, p. 806). «
Con essa otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà» (Diario, p. 897).
Tutto ciò che è in disaccordo con la volontà di Dio non è un bene per l'uomo, ed in particolare per la sua felicità eterna.
«
Con la recita della coroncina -ha detto in un altro momento Gesù -
avvicini a me il genere umano» (Diario, p. 543). «
La Mia Misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina» (Diario, p. 463).
Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l'ora della morte:
«Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell'ora della morte. (...) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita misericordia» (Q. II, p. 263).
Si tratta qui della grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la grazia è recitare almeno una volta tutta la coroncina così come Gesù l'ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati.
L'ora della Misericordia
Gesù ha fatto una chiara promessa per quanto riguarda l'invocazione della Sua Misericordia in quell'ora:
«
In quell'ora otterrai tutto per te stessa e per gli altri; in quell'ora fu fatta grazia al mondo intero, la Misericordia vinse la giustizia» (Diario, p. 820).
La diffusione del culto della Divina Misericordia
Parlando delle forme di devozione alla Divina Misericordia don I. Rozycki menziona anche la diffusione del culto della Misericordia, poiché‚ anche a questa forma sono legate promesse. A tutti promette protezione materna durante l'intera esistenza e «
tutte le anime che adoreranno la Mia misericordia e ne diffonderanno il culto (...) queste anime nell'ora della morte non avranno paura. La Mia misericordia le proteggerà in quell'ultima lotta» (Q. V, p. 508).
A tutti sono dirette dunque due promesse:
- la prima riguarda la protezione materna in tutta la vita
- la seconda riguarda l'ora della morte.
Un particolare invito Gesù rivolge ai sacerdoti assicurando che «i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole, quando essi parleranno della Mia sconfinata misericordia e della compassione che ho per loro nel Mio Cuore» (Q. V, p. 504).
Essere apostolo della Misericordia di Dio significa innanzitutto dare testimonianza di vita nello spirito di fiducia in Dio e di misericordia verso il prossimo. Tale esempio ci ha lasciato suor Faustina, esempio che attira gli altri alla fiducia totale in Dio infinitamente buono e onnipotente, e a fare atti di carità verso il prossimo.