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CatechesiI riferimenti all’omosessualità nella Bibbia e la posizione della Chiesa (Parte II)Intervista con padre Jean-Baptiste EdartROMA, mercoledì, 27 giugno 2007 (ZENIT.org) - “Lo sviluppo dell’omosessualità nella nostra società occidentale è un appello per i cristiani a trovare nuovi mezzi per aiutare coloro che sono feriti nella loro sessualità”, afferma padre Jean-Baptiste Edart.Il sacerdote francese, coautore del volume “Clarifications sur l'Homosexualité dans la Bible” (Chiarimenti sull’omosessualità nella Bibbia), afferma inoltre che “come tutte le persone battezzate, gli omosessuali sono chiamati alla santità e a vivere una relazione vivente con il Cristo nella Chiesa”. La prima parte dell’intervista è stata pubblicata il 26 giugno. San Paolo è molto chiaro, ma c'è chi afferma che in alcuni brani dell’Antico Testamento si trovano esempi di relazioni omosessuali. Fra Davide e Gionata, ad esempio… Altri passaggi, sviluppati da Innocent Himbaza nel nostro libro, illustrano l’amicizia fra Gionata e Davide. Tuttavia, tutti i gesti scambiati fra questi due uomini, possono esistere fra genitori e figli (Giacobbe e Beniamino), fra fratelli (Giuseppe e i suoi fratelli), fra guerrieri (Saul e Davide, Gionata e Davide), fra suocero e genero (Jethro e Mosé), fra amici stretti (Gionata e Davide) e fra fratelli e sorelle nella fede (Paolo e gli Efesiti). Noi corriamo il rischio di interpretare in modo errato questi gesti, mentre sono invece espressioni abituali e usuali per le persone vicine. Possiamo affermare che nulla in questi testi ci permette di vedere un legame omosessuale fra Davide e Gionata, nemmeno implicitamente.. Se un’espressione è a volte ambigua per uno spirito moderno, la sua lettura nel contesto di allora elimina tale possibilità. La Chiesa predica l’amore per il prossimo, ma spesso le si rimprovera paradossalmente di voler mettere delle “barriere” all’amore, di non comprendere il profondo bisogno di amare tutti. Se la Chiesa non approva l’omosessualità, che messaggio di speranza può dare a chi trova nell’omosessualità il mezzo per donarsi e per amare? Di fronte ad una tale situazione, se la Chiesa, nella fedeltà alla Bibbia, riconosce che l’omosessualità vissuta non può essere un bene per l’uomo, essa afferma con vigore, nella stessa fedeltà alla Parola di Dio, che ogni persona, quale che sia il suo orientamento sessuale, ha la stessa dignità e non deve essere assolutamente oggetto di discriminazioni ingiuste. Come tutte le persone battezzate, gli omosessuali sono chiamati alla santità e a vivere d’ora innanzi una relazione vivente con il Cristo nella Chiesa. Il messaggio del Vangelo è una fonte di speranza per queste persone e la Chiesa ne è testimone. Le comunità cristiane potrebbero essere dei luoghi dove le sofferenze di queste persone verrebbero capite e accolte. Essi potrebbero allora, con l’appoggio di tali comunità, cercare di rispondere alla chiamata di Dio. Abbiamo un magnifico esempio nell’amicizia fra Julien Green e Jacques e Raissa Maritain. Persone omosessuali testimoniano oggi che essi hanno potuto compiere un cammino con l’appoggio di altri cristiani e costruire una vita felice. Lo sviluppo di relazioni amichevoli e fraterne vissute nella castità è un momento importante di guarigione psicologica e spirituale. L’amicizia con il Cristo è certamente il principale appoggio e la guida in questo cammino. Egli è il migliore degli amici. Questa amicizia si nutre nella fede, nella preghiera e nei sacramenti. L’omosessuale che desidera andare verso il Cristo troverà qui un appoggio indispensabile. Egli vuole un legame con tutti, prendendo la persona come essa è, per condurla progressivamente a Lui, con l’appoggio continuo ed incondizionato della Sua misericordia. E’ un cammino lungo e difficile, ma possibile. E’ certo che lo sviluppo dell’omosessualità nella nostra società occidentale è un appello per i cristiani a trovare nuovi mezzi per aiutare coloro che sono feriti nella loro sessualità. Tratto da: "Zenit.org"
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