Le apparizioni di Medjugorje (dal 1981 a oggi)


La testimonianza di Padre Tomislav Pervan

Il fenomeno di Medjugorje è presente da venticinque anni sulla scena ecclesiale e quella mondiale. Esso ha tuttora i suoi fervidi sostenitori, ma anche agguerriti contestatori. I due fronti in questo momento sono difficilmente conciabili. I sostenitori sono instancabili nel venire a Medjugorje, credendo che all'inizio di tutto c'è una voce autentica provenuta dal cielo, l'apparizione della Madonna, mentre i contestatori sono decisi nella loro contrarietà nel sottolineare gli elementi controversi nell'intera vicenda.
Il sempre crescente afflusso quotidiano dei pellegrini in questo luogo, però, non ci può lasciare indifferenti. Le cifre e i dati parlano da soli. Il numero dei pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo e da ogni Nazione della terra, aumenta sempre di più. Mentre altre mete dei pellegrini registrano un calo dei pellegrinaggi e dei pellegrini, sebbene siano reclamizzate in molti modi, qui continuamente cresce il numero dei fedeli, di tutte le lingue e nazioni. Medjugorje, come fenomeno, non ha una propria propaganda tranne che le testimonianze e le esperienze dei singoli fedeli, trasmesse oralmente.

Padre Tomislav Pervan
Padre Tomislav Pervan

I sacerdoti che operano a Medjugorje, da una parte sono sovraccaricati, al limite delle forze, pressati da mille impegni: i colloqui personali, le confessioni sacramentali, l'evangelizzazione; e d'altra parte vengono accusati di camminare sull'orlo dell'ortodossia, costantemente rimproverati di promuovere qualcosa di antiecclesiale, come le inesistenti apparizioni e altro. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e, quello che quotidianamente percepiamo con i sensi (cf. At 4,20). Per questo invitiamo tutti a venire e vedere, perché molti vescovi e sacerdoti con dubbi iniziali, dopo aver trascorso molte ore a confessare, hanno cambiato parere e i dubbi sono scomparsi.
La voce della coscienza ci impone di aiutare l'uomo sofferente che viene qui, vogliamo essere fino in fondo nella Chiesa, non vogliamo trasgredire né la dottrina né la prassi della stessa Chiesa, e d'altra parte ci fanno soffrire i sospetti e gli sguardi malevoli. Spesso si presentano gli interrogativi: A che cosa ci servirà tutto questo? Potevamo essere come ogni altra parrocchia, fare la pastorale ordinaria, con le norme ordinarie della Chiesa? Chi ha fatto nascere il tutto così che fino ad oggi non cessa il fiume dei pellegrini, ma diventa sempre più grande?

Per questo ritengo, come testimone degli avvenimenti fin dai primi giorni del 1981, che occorra smuovere le cose dal punto morto, uscire dall'atteggiamento di negazione constante e contestazione continua oppure di osservazione indifferente, trascuratezza continua nei media religiosi, mentre in questo luogo nello stesso tempo arrivano annualmente centinaia di migliaia di pellegrini. È evidente che tutte le contestazioni, le negazioni, il silenzio non trovano nessuna accoglienza nei fedeli, mentre troviamo le orecchie sorde nei circoli ecclesiali e l'embargo nei media circa questo movimento dei fedeli.
I fedeli sono guidati e spinti dalla voce interna della coscienza, dall'esperienza di fede. Sono convinto che il motore di tutto è lo stesso Spirito Santo e che qui è possibile dopo venticinque anni - applicare il principio teologico oppure locus theologicus del sensus fidei fidelium e del consensus fidelium che troviamo nei documenti conciliari e postconciliari e negli interventi del Papa dopo il Concilio. Qui si avvera quello che leggiamo già nella Oidachè (Dottrina dei Dodici Apostoli), come la Chiesa dai quattro venti, si raccoglie nel regno. Qui abbiamo in piccolo la Chiesa cattolica globale.

In tal senso ritengo che in questo momento ci potrebbe servire, per le nostre valutazioni, riflessioni e decisioni circa Medjugorje e il suo fenomeno - indipendentemente delle posizioni personali -, come vademecum l'istruzione della Congregazione per la Fede del 27 febbraio 1978, firmata dal Prefetto dell'ora cardinale Franjo, circa I criteri per la valutazione e discernimento delle rivelazioni e apparizioni .. Il testo non ha perso niente della sua attualità e valore fino ad oggi, e può essere applicato alle vicende di Medjugorje con tutte le sue implicazioni, valutando gli avvenimenti di Medjugorje con tutti gli argomenti pro et contra.

Nel suddetto documento la Congregazio ne parla di tre livelli o tre gradi circa il comportamento verso presunte apparizioni:


- Occorre prima di tutto esaminare i veggenti, per vedere che non si tratti di veggenti autoproclamati tali. Dopo di che occorre raccogliere tutti i messaggi, esaminarli, valutarli in base all'età e al grado dell'istruzione dei veggenti. Inoltre occorre esaminare la loro salute fisica, spirituale e psichica, la loro integrità morale, prendendo in considerazione tutto quello che è umanamente spiegabile, ma anche tutto quello che non è possibile spiegare neanche con i più sofisticati strumenti e con le scienze umanistiche.
- Dopo la prima fase - se il fenomeno non si è spento da sé o non è stato dimenticato - viene permesso il culto ad experimentum, sottolineando che questo non vuol dire nessun riconoscimento dell'autenticità delle presunte apparizioni, ma semplicemente il dirigere l'intera vicenda sulla retta, sana prassi e linea ecclesiale, della preghiera, della devozione e dei sacramenti come anche della crescita continua nella vita spirituale e nella santità.
- Poiché è passato un certo tempo di "sperimentazione" , alla luce delle esperienze acquisite, in modo particolare dopo l'esame dei frutti spirituali, come conseguenza delle dette apparizioni e della prassi liturgica, si deve, se le condizioni lo richiedono, esprimere un giudizio competente circa il tutto.

Per quanto riguarda il primo punto è possibile ricondurre tutto alla conclusione: fino ad oggi, in tutta la storia della Chiesa, non ci sono state apparizioni di Maria prese in esame in tale misura, con esattezza e attenzione, intensivamente e estensivamente (dal 1984 fino al 2005) da parte delle numerose, indipendenti, internazionali e qualificate persone (medici, scienziati, psicologi ... ), con risultati concordanti e complementari. Tutti concordano che i soggetti - portatori delle dette testimonianze sono psichicamente e spiritualmente sani e persone normali; che non esistono allucinazione, confabulazione, (auto)suggestione, isteria, stati ipnotici e altri stati di perdita di coscienza o inganno, suggestioni o induzione da parte di qualcuno. Per questo è irresponsabile chiamarli o dichiararli pubblicamente mentitori o creatori dei messaggi o visioni false.
Molti esperti in medicina, psicologia e parapsicologia si sono occupati dei veggenti di Medjugorje e non hanno scoperto nessuna deviazione patologica o declinazione dal normale umano nella loro vita. Gli esperti e gli scienziati sono in grado con i propri strumenti di arrivare fino ad un certo limite, al di là cessano le loro conquiste e i tentativi di spiegazione. Loro possono dire che cos'è patologico e cosa non lo è, che cosa si deve escludere in loro dal punto di vista medico. Circa questo si sono pronunciati chiaramente e hanno lasciato un testo scritto. Noi, per onestà intellettuale, da persone serie, alle quali la verità sta a cuore, dovremmo prendere in considerazione le loro ricerche nelle nostre valutazioni sul fenomeno di Medjugorje.

Sono impressionanti le prove convergenti in favore dell'autenticità del suddetto fenomeno, se si prendono in considerazione gli sperimenti teologici, sociologici e scientifici effettuati sui veggenti dalle équipe di esperti francesi, italiani e austriaci dal 1984 fino al 2005. Secondo il teologo e mariologo R. Laurentin, che ha scritto un'opera fondamentale su Lourdes (e che ha pubblicato 17 libri su Lourdes), le apparizioni di Medjugorje sono più "evidenti" di quelle di Lourdes, che la Chiesa ha approvato.
Secondo il discernimento degli spiriti di san Ignazio, le cause di tali e simili fenomeni possono essere puramente umane, divine o demoniache. Dalle conseguenze si deve sempre arrivare alla causa. Dove sta la causa o il legame causale, l'inizio di Medjugorje? Su che cosa si fonda tutto? Se guardiamo ai primi giorni degli avvenimenti in Biakovici, nel giugno e luglio del 1981, gli esperti che hanno profondamente esaminato i veggenti, sono giunti alla conclusione che i veggenti hanno avuto una esperienza fondamentale, un avvenimento cruciale, una certa scintilla che li ha lanciati, senza la loro volontà, verso il punto focale di qualcosa di cui non potevano presentire, prevedere, né divinare.

La scienza come tale non può né confermare né contraddire, se la Madonna appare o meno (come non avrebbe potuto registrare con apparecchi la risurrezione di Cristo). Essa può dire solo che i veggenti anche dopo 25 anni sono psichicamente e fisicamente sani, che hanno vissuto una esperienza intima e di grande portata che agisce fino ad oggi in loro e che non è possibile desumere dalle loro biografie. Tutto questo è per i veggenti un santo deposito. Per questo occorre escludere la pura causa umana, nonché quella diabolica, dal momento che il diavolo non può produrre in continuazione frutti buoni.
Per tale motivo, dopo 25 anni sarebbe opportuno sine ira et studio scorgere - nel la Chiesa locale e quella universale - i frutti che hanno portato e continuano a portare le apparizioni di Maria, al di là di ogni posizione ideologica e dei pregiudizi. Secondo la statistica parrocchiale, per Medjugorje sono passati fino ad ora circa 50 mila sacerdoti, centinaia di vescovi, cardinali, milioni e milioni di fedeli. Lì avviene e si sperimenta quotidianamente, in piccolo, la Chie sa come Una, Sancta, Catholica.

Se vi fosse qualcosa di eretico, di scismatico o contrario alla sana dottrina cattolica, la Chiesa da parte sua dovrebbe prendere delle decisioni contro tali abusi. Fino ad ora questo non è successo. Quindi, anche questo tempo ad experimentum di quindici anni - dalla Dichiarazione di Zara 1991 - è un tempo sufficientemente lungo per poter concludere che non vi è deviazione nella dottrina e prassi ecclesiale a Medjugorje. La devozione e la liturgia sono del tutto conformi alle norme ecclesiali.
È impossibile affermare che i frutti di Medjugorje nascono da una preghiera intensiva e dalla distribuzione dei sacramenti, perché questo sarebbe circulus vitiosus. Infatti, anche in altri posti al mondo abbiamo la prassi della preghiera e dei sacramenti, però mancano gli effetti che registriamo a Medjugorje. È chiaro che la preghiera e i sacramenti portano frutti abbondanti in tutta la Chiesa e nel mondo. Ma perché la gente viene proprio qui, a Medjugorje, in un posto sperduto, e qui impara a pregare, si converte, fa un'esperienza concreta di Dio e dalla grazia e poi porta a casa i frutti di Medjugorje, diventando testimoni di tutto questo? È impossibile separare le affermazioni dei veggenti circa le apparizioni dai frutti delle apparizioni che vediamo nella Chiesa.

Il Consensus fidei et fidelium si può leggere anche nel fatto che qui sono presenti tutte le classi del popolo di Dio, tutte le nazioni, tutte le razze, che tutto si riflette sulla vita ecclesiale in forma di testimonianza, di liturgia e di servizio impegnato, di carità (martyria, liturgia et diakonia) e che tutti crescono in santità. Medjugorje è un fenomeno mondiale, i frutti sono visibili dappertutto, da tutte le parti del mondo. Medjugorje è in sostanza un movimento laicale, movimento dei fedeli-laici, condotto dalla spiritualità, devozione e dedizione laicale verso il Signore e la Madonna. Gli stessi veggenti sono normali fedeli-laici e così più facilmente raggiungono i cuori dei piccoli.
Medjugorje è un movimento di pace, poiché la gente qui acquista la pace interiore. Esso è un movimento riformatore nella Chiesa, Ecclesia semper reformanda, inoltre è un movimento umanitario perché ha realizzato nel mondo molte opere caritative (su questo mette l'accento anche il Papa nell'enciclica Deus caritas est. La Lumen Gentium chiaramente dichiara:
"E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, siccome sono soprattutto adatti alle necessità della Chiesa e destinati a rispondervi, vanno accolti con gratitudine e consolazione" (LG 12,2).

L'Apostolicam Actuositatem dice in modo ancora più esplicito "Dall'aver ricevuto questi carismi, anche i più semplici, sorge per ogni credente il diritto e il dovere di esercitarli per il bene degli uomini e a edificazione della Chiesa, sia nella Chiesa stessa che nel mondo con la libertà dello Spirito" (AA 3,3).
Dopo un quarto di secolo si può affermare che a Medjugorje si tratta di un carisma profetico, di una rivelazione profetica, di un invito alla conversione, che possiamo trovare anche in tutti gli altri fenomeni simili nella Chiesa. Le rivelazioni e apparizioni profetiche sono un imperativo, una sollecitazione dello Spirito Santo per il Popolo di Dio per come vivere in una situazione storica specifica. La Chiesa non dovrebbe guardare con indifferenza tutto questo, ma deve esaminare tale imperativo e sollecitazione e, se vi riconosce la volontà di Dio, deve agire di conseguenza. È evidente che la Ec clesia orans qui ha riconosciuto la volontà di Dio e la presenza di Maria, di cui a parlato Giovanni Paolo II nella sua omelia a Zara tre anni fa, nella festa di Maria, Madre della Chiesa (lunedì di Pasqua 2003). In questa occasione esplicitamente ha menzionato il suddetto sensus fidei fidelium.

Se si procede nella beatificazione o canonizzazione cominciando dalla Chiesa locale e dopo un certo tempo - di esami e conclusioni che esistono le prove che parlano in favore della beatificazione - la cosa viene portata a Roma, riteniamo che sarebbe opportuno, dopo che tutto sia stato esaminato in loco, portare l'intero fenomeno di Medjugorje alla competenza dei dicasteri romani, dal momento che questo fenomeno già da tanto ha oltrepassato i confini della Chiesa locale e si è allargato alla Chiesa universale. Numerose comunità di preghiera in tutto il mondo, sorte come frutto delle vicende di Medjugorje, portano in loro la caratteristica della autenticità .. Il fenomeno di per sé si è inserito nella vita della Chiesa e così, per esempio, ha un più grande peso della beatificazione di qualche servo di Dio. Se nella beatificazione viene interpellato il Popolo di Dio, perché non procedere anche qui in modo simile, in modo particolare circa la presenza efficace di Maria (Giovani Paolo II, a Zara) nei singoli luoghi, e circa le esperienze personali e i miracoli che singoli hanno sperimentato, proprio qui a Medjugorje?

Durante tutta la storia della Chiesa, Dio ha instaurato, attraverso le apparizioni e visioni, la comunicazione, il legame con le proprie creature. Tale forma di comunicazione è adatta alla struttura fisico-spirituale dell'uomo, coinvolge i sensi umani, particolarmente i sensi dell'udito e della vista. Possiamo interpretare il fenomeno di Medjugorje in un modo o nell'altro, però, l'onestà intellettuale ci impone di interessarsi di tutta la vicenda alla luce della rivelazione, della mistica, delle esperienze soprannaturali, delle tante esperienze nei vari luoghi ed anche nelle altre religioni.
Se Dio ha parlato durante tutta la storia, perché oggi dovremmo essere esenti da tali modi di comunicare, dove lo Spirito Santo si serve delle apparizioni e delle visioni per le tante necessità del mondo attuale? Più è grande la tribolazione, più grande diventa la necessità della voce e della parola del Signore. Per questo potremo concludere con S. Paolo: "Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono". (1Tes 5, 19-21).

Dr. fra Tomislav Pervan OFM