Le apparizioni di Medjugorje (dal 1981 a oggi)
MEDJUGORJE: UN DIBATTITO TUTT'ORA APERTO
Gli aspetti “problematici” di Medjugorje
TROPPE APPARIZIONI? – Molti si stupiscono del numero di apparizioni e di messaggi provenienti da Medjugorje. Eppure in Francia, a Laus, nel 1600 Maria apparve alla pastorella Benedetta Rencurel per 54 anni di seguito e quell’apparizione è stata riconosciuta dalla Chiesa ed è stato eretto quello che è il Santuario di Notre Dame di Laus. In questa apparizione francese Maria sembra attuare una precisa pedagogia volta a educare, attraverso la strategia spirituale dei piccoli passi, una rozza e ignorante pastorella. A Medjugorje la pedagogia è invece volta a guidare l'intera parrocchia.
LA MADONNA PARLA TROPPO? – Risponde a questa obiezione Padre Stefano de Fiores, docente di Mariologia nella Pontificia Università Gregoriana, in una intervista a Famiglia Cristiana: «Non mi sembra un’obiezione ragionevole, perché non spetta a noi uomini giudicare le azioni di Maria. Del resto ci sono altri precedenti di apparizioni durate a lungo, come quelle a Laus in Francia, a cavallo del Settecento, che la venerabile Benedetta Rencurel (1664) ebbe per 54 anni, dapprima quotidianamente e poi a cadenza mensile. Quando poi si dice che la Madonna nei Vangeli parla poco si fa una constatazione parziale: la Sacra Scrittura non è un verbale e ciò che viene riportato dei discorsi della Vergine è soltanto l’essenziale. Di certo ella non si è limitata a quelle scarne parole e dunque non si può enfatizzarne l’apparente silenzio».
LA DURATA DELLE APPARIZIONI – In realtà la durata delle apparizioni più che un aspetto problematico rappresenta al contrario una prova a favore della veridicità delle apparizioni: la verità ha le gambe lunghe e se le apparizioni fossero state delle montature, in oltre 25 anni ci sarebbero state tutte le occasioni per smascherarle da parte di medici, giornalisti, sacerdoti e vescovi che ogni anno si recano in pellegrinaggio sul luogo. Risulta del tutto inverosimile che 6 giovani abbiano potuto portare avanti una finzione per tutti questi anni!
LE APPARIZIONI "PROGRAMMATE" – La Madonna, al contrario delle precedenti apparizioni di Lourdes e Fatima, non si limita ad apparire sempre nel medesimo posto (nella grotta, o sull'albero), ma appare dovunque i veggenti si trovino, in ogni parte del mondo, in determinati orari e in determinati giorni, a seconda dei veggenti. Questo fatto nuovo, che cioé la Madonna non sia tanto legata tanto al luogo quanto ai veggenti, risulta problematico per molti che sono abituati ad intendere le apparizioni secondo un determinato schema. Per questo alcuni ritengono che le apparizioni a Medjugorje siano false in quanto "programmate" da parte dei veggenti in base alla loro propria volontà e capriccio (ma a che scopo?). In realtà si verificano con continuità e precisione, rispettando precisi orari e date:
- Vicka, Ivan e Marija continuano ad avere apparizioni quotidiane
- Mirjana continua ad avere un’apparizione al mese (il 2 del mese) e una annuale il 18 marzo
- Jakov e Ivanka continuano ad avere un’apparizione l'anno (Jakov il 25 dicembre e Ivanka il 25 giugno).
I VEGGENTI NON SI SONO CONSACRATI – A questa obiezione, la Curia di Mostar sembra rifarsi alle apparizioni di Lourdes e di Fatima in cui Bernadette e Lucia si sono entrambe consacrate suore. In realtà, però, le apparizioni mariane sono molte di più e le vocazioni dei veggenti sono state diverse. Ad esempio nell'apparizione di Beauraing (1932 - Belgio) vi erano 5 ragazzi e tutti e 5 si sono sposati, a Banneux (1933 – Belgio) l'unica ragazza, Mariette Beco, si è sposata e poi ha avuto figli. A La Salette la veggente Melania è entrata in convento ma poi ne è uscita. A Medjugorje la Madonna ha manifestato la sua preferenza che i ragazzi si consacrassero a lei nella vita religiosa, ma di fatto si sono sposati. Il matrimonio però è comunque un sacramento, e sapere che in un tempo in cui satana attacca la famiglia tutti loro abbiano famiglie sane, cattoliche, e con figli anche numerosi sembra essere una bella testimonianza di come anche la famiglia possa essere una via di santità.
IL VESCOVO DEL LUOGO È CONTRARIO – Il precedente vescovo del luogo, mons. Pavao Zanic, in un primo momento favorevole (luglio 1981), ha progressivamente preso posizione contro le apparizioni. L'ostilità del vescovo sembra derivare dal fatto che la Madonna nei suoi messaggi risulterebbe troppo parziale, giustificando l'operato dei francescani rispetto a quello del legittimo vescovo. In questa polemica si intravede la annosa e tutt'ora irrisolta conflittualità tra clero diocesano e frati francescani che da tempo risiedono nella regione e che hanno ormai profonde origini storiche. Mons. Zanic non esita ad indicare come autore dei messaggi il francescano Padre Tomislav Vlasic. Quando annunciò dunque un giudizio negativo per il maggio 1986 il Vaticano non accettò questa decisione e decise di trasferire la responsabilità del giudizio alla Conferenza Episcopale Jugoslava che ne sospese il giudizio. A tutti i livelli si rese dunque sempre più necessaria la distinzione tra i fatti da giudicare (il cui carattere soprannaturale viene da alcuni contestato) e i frutti, ammessi da tutti, compreso il vescovo del luogo. Successive indagini discrete e ben condotte (anche da numerosi vescovi venuti sui luoghi) hanno portato il Vaticano a non proibire i pellegrinaggi privati, purché non comprovino la veridicità delle apparizioni, e che tali pellegrinaggi possano essere anche accompagnati da responsabili religiosi. Anche l'attuale vescovo Mons. Ratko Peric si è sempre dimostrato strenuamente contrario al fenomeno e, nonostante sembra che non abbia mai voluto incontrare di persona i veggenti, ritiene anch'egli che i responsabili delle apparizioni e dei messaggi siano i francescani. In una sua recente omelia del giugno 2006 egli stesso ha ribadito il medesimo concetto che già espresse il vescovo Zanic, ossia vorrebbe che cessassero immediatamente i pellegrinaggi e la diffusione dei messaggi, ritenendo tutto ciò un fatto vergognoso e arrivando a parlare addirittura di un qualcosa di paragonabile ad "scisma" per quanto concerne l'attività dei frati.
Il commento del cardinale Christoph Schönborn - arcivescovo di Vienna
«
La lettera dell'arcivescovo Bertone al vescovo di Le Reunion, chiarisce a sufficienza quella che è sempre stata la posizione ufficiale della gerarchia in questi ultimi anni riguardo a Medjugorje: e cioè, che essa, come si sa, lascia la questione irrisolta. Il carattere soprannaturale non è stabilito; tali furono le parole usate dalla conferenza dei vescovi della Yugoslavia a Zandar nel 1991. Questa espressione, come noto, lascia il problema in sospeso. Non viene detto che il carattere soprannaturale è, in sostanza, riconosciuto; d'altra parte, non viene negato, né ritenuto poco credibile, che il fenomeno possa essere di carattere soprannaturale. Ovviamente, il magistero della Chiesa, non si dichiara in maniera definitiva se i fenomeni, apparizioni o altri tipi di manifestazioni, sono ancora in corso di attuazione. Tuttavia, è compito dei pastori incoraggiare ciò che sta nascendo, sostenere i frutti che stanno maturando, proteggerli, se necessario, dai pericoli che sempre e dovunque è possibile trovare.
È anche necessario, a Lourdes, assicurarsi che il dono autentico di Lourdes non venga soffocato da sviluppi inopportuni. Neanche Medjugorje è invulnerabile. Ecco perché è, e sarà davvero importante, che i vescovi, anche pubblicamente, prendano sotto la loro protezione il pronunciamento pastorale di Medjugorje così che gli evidenti frutti che in tal luogo si verificano, possano essere protetti da un tipo di sviluppo improprio.
Io credo che le parole di Maria a Cana: "Fate quello che Egli vi dirà", riassumano l'essenza di ciò che Ella ci dice attraverso i secoli. Maria ci aiuta ad ascoltare Gesù; Ella desidera con tutto il suo Cuore e con tutta la sua forza che noi facciamo ciò che Egli ci dice di fare. Questo è ciò che io mi auguro per tutti i gruppi di preghiera che si sono formati grazie a Medjugorje; questo è ciò che io auspico per la nostra diocesi e per tutta la Chiesa.
Personalmente, non sono ancora mai stato a Medjugorje; ma in un certo senso, posso dire di esserci stato attraverso le persone che conosco, o coloro che ho incontrato, che sono stati a Medjugorje. E, nelle vite di costoro, io vedo dei buoni frutti. Sarei un bugiardo se negassi l'esistenza di questi frutti.
Tali frutti sono tangibili, evidenti. E nella nostra diocesi, come in molti altri posti, posso constatare grazie di conversione, grazie di vita o di fede soprannaturale, di vocazioni, di guarigioni, di riscoperta dei Sacramenti, di confessioni. Tali fatti non possono indurre in errore. Per questo motivo, dico che tali frutti mi permettono, come vescovo, di esprimere un giudizio morale. E se, come Gesù ha detto, dobbiamo giudicare un albero dai suoi frutti, mi sento obbligato a dire che quest'albero è buono».
† Card. Christoph Schonborn,
arcivescovo di Vienna
In conclusione
In conclusione, dieci anni dopo la dichiarazione di Zara, si può affermare:
- La dichiarazione di Zara è e rimane l'unica dichiarazione ufficiale della Chiesa sugli avvenimenti di Medjugorje.
- Tutte le successive dichiarazioni della Santa Sede fanno riferimento alla suddetta Dichiarazione.
- La posizione (contraria) del Vescovo di Mostar, monsignor Ratko Peric deve essere considerata un'opinione personale.
- Il giudizio definitivo sulla soprannaturalità delle apparizioni e delle rivelazioni è ancora aperto.
- Gli avvenimenti sono ancora in corso e richiedono un approfondimento da parte della Chiesa.
- Le direttive «liturgico-pastorali» previste dalla Dichiarazione di Zara non sono state ancora formalizzate.
- La prevista commissione di ricerca sugli avvenimenti di Medjugorje non risulta ancora ufficialmente costituita.
- I pellegrinaggi a Medjugorje sono consentiti a condizione che non siano considerati come un riconoscimento di avvenimenti che sono ancora in corso e che richiedono un approfondimento da parte della Chiesa. La Chiesa non vieta ai sacerdoti di accompagnarli.