Le apparizioni di Medjugorje (dal 1981 a oggi)
LE RAGIONI CHE CONVINCONO SU MEDJUGORJE
Il 24 giugno 1981 la Vergine apparve
al alcuni ragazzi di Medjugorje, su una collinetta isolata, chiamata Podbrdo.
La visione, luminosissima, spaventò quei giovani che si affrettarono a scappare
via. Ma non poterono trattenersi dal riferire in famiglia l'accaduto, tanto che
la voce si sparse subito in quelle piccole borgate che fanno capo a Medjugorje.
Il giorno seguente gli stessi ragazzi sentirono un impulso irresistibile a
tornare in quel luogo, accompagnati da alcuni amici e curiosi.
La visione ricomparve,
invitò i giovani ad avvicinarsi e parlò loro. Ebbi così inizio quella serie di
apparizioni e di messaggi che continua ancora. Anzi, la Vergine stessa
volle che quel 25 giugno, il giorno in cui iniziò a parlare, venisse ricordato
come la data d'inizio delle apparizioni.
Ogni giorno,
puntualissima, la Vergine appariva alle 17.45. Sempre più si ingrossava
l'accorrere dei devoti e dei curiosi. La stampa informò dell'accaduto, tanto
che in breve tempo la notizia si sparse.
 Padre G. Amorth sul colle del Podbrdo, come si presentava ai tempi
delle prime apparizioni
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In quegli anni ero
Direttore di Madre di Dio e della cinquantina di riviste mariane ad essa
collegate dell'URM, Unione Redazionale Mariana, tuttora esistente.
Facevo parte del Collegamento mariano, organizzando varie iniziative,
anche a raggio nazionale. Il ricordo più bello della mia vita è legato alla
parte di primo piano che ebbi negli ani 1958-59, come promotore della
consacrazione dell'Italia al Cuore Immacolato di Maria. In sostanza, la mia
posizione mi faceva sentire in obbligo di rendermi conto se le apparizioni di
Medjugorje erano vere o false. Studiai i sei ragazzi a cui si diceva che la
Madonna apparisse: Ivanka di 15 anni, Mirjana, Marja e Ivan di 16, Vicka di 17,
Jakov di appena 10 anni. Troppo giovani, troppo semplici e troppo diversi fra
loro per inventare una simile sceneggiata; per di più, in un Paese ferocemente
comunista come era allora la Jugoslavia.
Aggiungo l'influenza che
ebbe su di me il parere del Vescovo, Mons. Pavao Zanic, che in quel primo tempo
aveva studiato i fatti, si era convinto della sincerità dei ragazzi e si dimostrava,
quindi, prudentemente favorevole. Fu così che la nostra rivista è stata una
delle primissime a scrivere su Medjugorje: scrissi nell'ottobre 1981 il primo
articolo che uscì pubblicato sul numero di dicembre. Da allora, mi recai molte
volte nel paese jugoslavo; scrissi oltre cento articoli, tutti frutto di
esperienza diretta. Fui sempre favorito da P. Tomislav (che guidava i ragazzi e
il Movimento che sempre più andava crescendo, mentre il parroco, P. Jozo, era
stato incarcerato) e da P. Slavko: furono per me amici preziosi, che mi
ammisero sempre ad assistere alle apparizioni e mi fecero da interpreti con i
ragazzi e con la gente con la quale desideravo parlare.
Io, testimone fin dall'inizio
Non si pensi che fosse facile andare a Medjugorje. Oltre alla lunghezza e alla difficoltà del tragitto
per raggiungere la cittadina, si aveva anche a che fare con il rigoroso e
pignolesco passaggio della dogana e con i blocchi e le perquisizioni da parte
delle pattuglie della Polizia di regìme. Anche il nostro Gruppo romano ebbe
molte difficoltà nei primi anni.
Ma segnalo specialmente due fatti dolorosi, che si rivelarono poi provvidenziali.
Il Vescovo di Mostar, mons. Pavao Zanic, divenne di colpo acerrimo avversario delle apparizioni e
tale rimase, come sulla stessa linea si trova oggi il suo successore. Da quel
momento - chissà perché - la Polizia incominciò ad essere più tollerante.
Un secondo fatto è ancora
più importante. Nella Jugoslavia comunista era consentito ai Cattolici di
pregare solo all'interno delle chiese. Pregare altrove era assolutamente
proibito; varie volte, del resto, la Polizia intervenne ad arrestare o a
disperdere quanti si recavano sulla collina delle apparizioni. Anche questo fu
un fatto provvidenziale, poiché così tutto il Movimento, comprese le
apparizioni, si spostarono dal monte Podbrdo alla chiesa parrocchiale, potendo
così venire regolate dai Padri Francescani.
Nei primi tempi, ad
avvalorare la veridicità di quanto i ragazzi raccontavano, avvennero anche
fatti naturalmente inspiegabili: una grande scritta MIR (che significa Pace)
rimase a lungo nel cielo; la frequente apparizione della Madonna accanto alla
Croce sul monte Krisevac, ben visibile a tutti; fenomeni di riflessi colorati
nel sole, di cui si conservano abbondanti documentazioni fotografiche….
Fede e curiosità
contribuivano a diffondere i messaggi della Vergine, con particolare
interesse per ciò che più stuzzicava la voglia di conoscere: si parlava
continuamente del "segno permanente" che sarebbe sorto
d'improvviso sul Podbrdo, a conferma delle apparizioni. E si parlava dei "dieci
segreti" che un po' per volta la Madonna andava rivelando ai giovani e
che, evidentemente, avrebbero riguardato fatti futuri. Tutto questo serviva a
collegare i fatti di Medjugorje con le apparizioni di Fatima e a vederne un
prolungamento. Né mancavano voci allarmistiche e false notizie.
Ancora, in quegli anni, mi
trovai stimato come uno dei meglio informati sui "fatti di
Medjugorje"; ricevevo continue telefonate da Gruppi italiani ed esteri che
mi chiedevano di precisare che cosa ci fosse di vero o di falso nelle voci che
venivano sparse. Rinsaldai per la circostanza la già vecchia amicizia con il
francese P. René Laurentin, riconosciuto da tutti come il più noto mariologo
del mondo, e che poi tante volte si recò a Medjugorje e tanti libri scrisse sui
fatti di cui divenne testimone.
E di amicizie nuove ne ebbi
tante, e molte perdurano, come perdurano i vari "Gruppi di preghiera"
suscitati da Medjugorje un po' in tutte le parti del mondo. Anche a Roma vi
sono vari Gruppi: quello da me guidato dura da diciotto anni e vede sempre la
partecipazione di 700-750 persone, l'ultimo sabato di ogni mese, quando viviamo
un pomeriggio di preghiera come lo si vive a Medjugorje.
La sete di notizie era
tale che, per qualche anno, in ogni numero del mio mensile Madre di Dio
pubblicavo una pagina intitolata: L'angolo di Medjugorje. So con
certezza che era molto gradita ai Lettori e che veniva regolarmente riprodotta
da altri giornali.
Come riassumere la situazione attuale
I
messaggi di
Medjugorje continuano incalzanti, per spronare alla preghiera, al digiuno, a
vivere in grazia di Dio. Chi si meraviglia di tanta insistenza è cieco di
fronte alla situazione attuale del mondo e ai pericoli che incombono. I
messaggi
danno fiducia:
"Con la preghiera si fermano le guerre".
A proposito delle Autorità
ecclesiastiche, va detto quanto segue: anche se l'attuale Vescovo locale
non cessa di insistere sulla sua incredulità, resta fermo quanto disposto
dall'episcopato jugoslavo: Medjugorje è riconosciuto come Centro di preghiera,
in cui i pellegrini hanno il diritto di trovare l'assistenza spirituale nelle
loro lingue.
Riguardo alla apparizioni,
non c'è un pronunciamento ufficiale. Ed è la posizione più ragionevole, quella
che invano io stesso avevo a suo tempo suggerito a mons. Pavao Zanic:
distinguere il culto dal fatto carismatico. Invano gli presentavo l'esempio del
Vicariato di Roma alle "Tre Fontane": quando i responsabili della
diocesi hanno visto che la gente continuava ad affluire con sempre più
frequenza per pregare davanti alla grotta delle (vere o presunte) apparizioni,
hanno posto dei Frati francescani ad assicurare e a regolare l'esercizio del
culto, senza mai preoccuparsi di dichiarare se la Madonna era davvero apparsa
al Cornacchiola. Ora, è vero che mons. Zanic e il suo successore hanno sempre
disconosciuto la apparizioni a Medjugorje; mentre, al contrario, mons. Frane
Franic, Vescovo di Spalato, dove averle studiate per un anno ne è diventato un
tenace assertore.
Ma guardiamo i fatti.
A Medjugorje sono affluiti fino ad oggi oltre venti milioni di pellegrini, tra
cui migliaia di sacerdoti e centinaia di vescovi. È anche noto l'interessamento
e l'incoraggiamento del Santo Padre Giovanni Paolo II, come sono note le
numerose conversioni, le liberazioni dal demonio, le guarigioni.
Nel 1984, ad esempio,
avvenne la guarigione di Diana Basile. Più volte mi sono trovato a tenere
Conferenze insieme a lei, che ha inviato alla Commissione istituita dalle
Autorità ecclesiastiche per la verifica dei fatti di Medjugorje 141 documenti
medici, per documentare le sue malattie e la sua improvvisa guarigione.
Di grande importanza è
pure quanto accadde nel 1985, trattandosi di un fatto mai avvenuto prima: due
Commissioni mediche specializzate (una italiana, guidata dal dott. Frigerio e
dal dott. Mattalia, e una francese, presieduta dal prof. Joyeux) sottoposero i
ragazzi, durante le apparizioni, ad analisi con le apparecchiature più
sofisticate di cui dispone oggi la scienza; conclusero che era "provata
l'assenza di ogni forma di trucco e di allucinazione, e che non c'era
spiegazione umana alcuna dei fenomeni" cui i veggenti andavano
soggetti.
In quell'anno avvenne
anche per me un fatto personale che io ritengo rilevante: mentre più studiavo e
scrivevo sulle apparizioni di Medjugorje, ebbi il massimo riconoscimento a cui
può aspirare uno studioso di Mariologia: la nomina a membro della 'Pontificia
Accademia Mariana Internazionale' (PAMI). Era segno che quei miei studi
erano giudicati positivamente anche sotto il profilo scientifico.
Ma proseguiamo con la narrazione dei fatti.
A frutti spirituali che
con tanta larghezza ricevevano i pellegrini in quello che è oggi, di fatto, uno
dei Santuari mariani più frequen6tati del mondo, si aggiunsero eventi di
rilievo: giornali su Medjugorje in molte nazioni; Gruppi di preghiera ispirati
alla Vergine di Medjugorje un po' dappertutto; un rifiorire di vocazioni
sacerdotali e religiose e la fondazioni di comunità religiose nuove, ispirate
alla
Regina della Pace. Per non parlare di grosse iniziative, come
Radio
Maria, che sta diventando sempre più internazionale.
Se mi si chiede quale
futuro prevedo per Medjugorje, rispondo che basta andare là e aprire gli occhi.
Non si sono moltiplicati solo gli alberghi o le pensioni, ma vi si sono
stabilite Case religiose, sono sorte Opere caritative (si pensi, ad esempio,
alle 'Case per drogati' di sr. Elvira), edifici per Convegni di spiritualità:
tutte costruzioni di iniziative che hanno i requisiti per dimostrarsi stabili e
pienamente efficienti.

Mons. Frane Franic con la 'miracolata' Diana Basile, il 22.5.1986. Sulla sinistra: p. Mario, iniziatore di Radio Maria
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In conclusione, a chi -
come il mio successore nella attuale direzione della rivista Madre di Dio
- mi chiede che cosa penso di Medjugorje, rispondo con le parole
dell'evangelista Matteo: "Dai loro frutti li riconoscerete. Ogni albero
buono dà frutti buoni e ogni albero cattivo dà frutti cattivi. Non può un
albero buono dare frutti cattivi, né un albero cattivo dare frutti buoni"
(Mt 7, 16.17).
Non c'è alcun dubbio che i
messaggi di Medjugorje siano buoni; sono buoni gli esiti dei
pellegrinaggi, sono buone tutte le opere sorte sotto l'ispirazione della Regina
della Pace. Questo si può già affermare con sicurezza, anche se le
apparizioni continuano, proprio perché Medjugorje probabilmente non ha ancora
esaurito quanto deve dirci.
Tratto da: Madre di Dio