Le apparizioni di Banneux (1933)


L'APPROVAZIONE DELLA CHIESA

Le apparizioni della Vergine dei Poveri avvenute a Banneux nel 1933 sono state ufficialmente riconosciute. Ecco il testo della lettera pastorale di monsignor Kerkhofs, vescovo di Liegi in quell'epoca.

Lettera pastorale del 22 agosto 1949

«Fratelli miei, vi ricordate che l'anno scorso abbiamo posato a Banneux la prima pietra di un santuario in onore della santissima Vergine? Questo santuario è la conseguenza normale del riconoscimento del culto di Nostra Signora di Banneux. Un luogo di pellegrinaggio così frequentato, richiede una chiesa adatta ad accogliere i pellegrini. Dedicandolo alla Vergine dei Poveri, Regina delle Nazioni, noi alludiamo alle parole di Maria: "Io sono la Vergine dei Poveri", "questa sorgente è per tutte le nazioni; per i malati".
Con questo, noi vogliamo mostrare che crediamo veramente che la santa Vergine è apparsa e ha parlato a Banneux. Questo convincimento comporta per noi degli obblighi. A due riprese, prima nel 1942 e poi nel 1947, abbiamo riconosciuto ufficialmente, con qualche riserva, la realtà delle apparizioni di Banneux. Oggi, dopo due nuovi anni di preghiere e di osservazione, noi in coscienza crediamo di poter e dover riconoscere senza riserve questa realtà, cioè la realtà delle otto Apparizioni della santa Vergine a Mariette Beco, che hanno avuto luogo il 15, il 18, il 19 e il 20 gennaio, l'11, il 15 e il 20 febbraio e il 2 marzo 1933. Dedicando il futuro santuario alla Regina delle Nazioni, noi vogliamo allo stesso tempo rispondere al messaggio e al desiderio della nostra augusta Visitatrice, rendere omaggio alla sua regalità e sottolineare il legame tra la sua visita e la consacrazione del mondo al suo Cuore Immacolato».
Il santuario di Banneux
Il santuario di Banneux
Del resto non è forse servire gli interessi di tutti i popoli, così giustamente preoccupati del loro avvenire e della loro sicurezza, orientare il loro sguardo e il loro cuore verso Colei che è la Regina delle Nazioni e la Regina della Pace? Alla costruzione di questo Santuario, monumento mariano, pegno di guarigione per le nazioni malate e pegno di pacificazione e di sicurezza internazionali, è da augurarsi che tutte le nazioni apportino il loro contributo; noi abbiamo la ferma speranza che sarà cosi. Affidiamo specialmente a san Giuseppe il compito di procurare questo nuovo focolare terrestre a Gesù e a sua Madre.
A noi sembra tuttavia che il primo sforzo, le prime pietre dell'edificio, dovrebbero essere offerti da noi: dal paese, dalla diocesi che la Regina delle Nazioni ha onorato della sua fiducia e della sua visita, e sulla quale si è degnata di contare per diffondere il suo messaggio e avviare la sua opera pacificatrice. Ecco perché, fratelli miei, noi osiamo domandarvi una modesta cifra annuale. Noi la desideriamo quanto più generale possibile. Come Dio, Maria vuole soprattutto i cuori. Senza dubbio sa che anche il Belgio, in una certa misura, conosce la crisi economica e che i poveri non mancano da noi.
Ma quale povero non potrebbe, come la vedova del Vangelo, offrire, non fosse che due spiccioli, nella mano della Vergine dei Poveri e contribuire così alla costruzione del suo santuario? Che bel sogno, fratelli miei, vedere questo monumento della Regina delle Nazioni erigersi grazie al concorso di tutti i paesi e, per cominciare, grazie all'offerta spontanea di tutti i nostri diocesani! Noi abbiamo la fiducia che questo bel sogno non tarderà a diventare una felice realtà! In anticipo vi presentiamo i nostri ringraziamenti e le nostre felicitazioni, impartendo su di voi e in particolare sui poveri, sui malati, su tutti quelli che soffrono, le benedizioni della Madre di Dio.

Louis-Joseph vescovo di Liegi Liegi, 22 agosto 1949