Padre Slavko Barbaric

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Padre Slavko Barbaric: meditate la passione e la morte di Gesù

Cari figli, anche oggi sono con voi, e vi invito tutti di nuovo ad avvicinarvi a me tramite le vostre preghiere. In modo speciale vi invito alla rinuncia in questo tempo di grazia. Figlioli, meditate e vivete tramite i vostri piccoli sacrifici la passione e la morte di Gesù per ognuno di voi. Soltanto se vi avvicinate a Gesù capirete l'amore incommensurabile che Lui ha per ognuno di voi. Attraverso la preghiera e i vostri sacrifici diventerete più aperti al dono della fede, all'amore per la Chiesa e alla gente che è attorno a voi. Vi amo e vi benedico. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
25 febbraio 1998

«La Madonna ci invita alla rinuncia in questo tempo di grazia.
Io so la parola rinuncia in lingua italiana, ma come probabilmente in tutte le altre lingue per prima ha un senso negativo.
Rinunciare: ma nel profondo di questo processo, di questo fatto di rinunciare alle cose, alle abitudini del peccato, significa il cammino della libertà o verso la libertà. Rinunciare significa avere coraggio, lasciare le cose che in questo momento ci impediscono di incontrare Maria, di incontrare Gesù.
E questo "Tempo di grazia" è tempo della Quaresima in cui vogliamo, rinunciandoci, avvicinarci a Gesù che soffre con Maria che ha sofferto con Lui.»

"Meditate e vivete tramite i vostri piccoli sacrifici la passione e la morte di Gesù per ognuno di voi".

«"Meditare" è una parola che viene dal latino e significa "cercare il centro"; evitare la superficialità ed entrare nel profondo dell'incontro con gli altri, in questo caso Gesù.
Meditare significa allora veramente di nuovo rinunciare a molte cose attorno a noi e vedere il centro ed entrare nel centro. Significa di nuovo la lotta contro la superficialità . Rinunciare alle cose materiali, forse più alla televisione o a qualsiasi altra abitudine, significa direi un processo esteriore della meditazione. Noi siamo dispersi, siamo oggi proprio in pericolo, siamo distratti, ma la meditazione ci aiuterà ad entrare nel cuore delle cose.
I nostri sacrifici ci aiuteranno ad entrare nella passione e morte di Gesù, perchè la morte di Gesù è la Sua passione per ognuno di noi. Ma dobbiamo anche dire che Gesù non ci ha salvato solo con la croce, la Sua sofferenza è passione, il Suo amore ci ha salvato. Perchè amore che era pronto anche a morire per noi e morendo per noi con l'amore ci ha salvati.»

Cari figli, oggi vi invito a vivere la Quaresima con i vostri piccoli sacrifici. Grazie per ogni piccolo sacrificio che avete offerto a me. Cari figli, vivete così anche in avanti e con l'amore aiutatemi ad offrire il sacrificio. Dio ve ne darà il premio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
13 marzo 1986

«Ecco, sicuramente meditando e vivendo la passione di Gesù tramite i nostri sacrifici, il nostro cuore entrerà in questo processo, in questo fatto della passione e morte di Gesù che muore per amore. Capire che Gesù ha dato la Sua vita per noi in croce perchè ci ha amati deve o dovrebbe almeno darci una spinta forte ad andare con Lui.
Allora avvicinandoci a Gesù che soffre per noi, vivendo un po' i nostri piccoli sacrifici noi capiremo il suo amore che Lui ha per ognuno di noi.»

«Uno scrittore ha detto: “Si puo' credere solo all'Amore crocifisso; l'amore che non è pronto a soffrire per la persona amata non è amore, forse è qualche interesse o ricerca dei piaceri, ma non l'amore”.»

«Ecco allora questo grande dovere direi per questo tempo di grazia, avvicinarci tramite i nostri sacrifici e le rinunce a Gesù che soffre e capire il Suo amore.
E così scoprendo il Suo amore il nostro cuore sarà guarito e sarà pronto anche ad amare.»

Figli cari! Per questa quaresima che oggi comincia, vi chiedo di mettere in pratica quattro cose: di riprendere a vivere i miei messaggi, di leggere di più la Bibbia , di offrire più preghiere secondo le mie intenzioni e di fare più sacrifici programmandone anche alcuni particolari. Io sono con voi e vi accompagno con la mia benedizione.
8 febbraio 1989

«Il digiuno e la preghiera sono i mezzi per noi coi quali si può aprire il nostro cuore al Signore e in cui il nostro cuore può crescere nell'amore, nella fede, nella pace e questo è il criterio per la nostra preghiera, per il nostro digiuno, ma anche dico per la nostra Quaresima. Se non siamo più aperti al dono della fede, a credere, ad abbandonarsi al Signore, bisogna chiedersi dove vanno le nostre preghiere, dove vanno i nostri digiuni. Prima devono servire, dico in modo un po' tecnico, alla apertura del nostro cuore, essere aperto e ricevere questo amore e viverlo per la Chiesa. Chiesa siamo noi tutti; Chiesa è la nostra vita, diciamo la nostra casa; Chiesa è la nostra famiglia e chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose. Avrà la forza di combattere le abitudini del peccato e così naturalmente crescendo nella fede, nell'amore per la Chiesa cresceremo anche nell'amore presso la gente che è attorno a noi.»

P. Slavko Barbaric
Tratto da www.medjugorje.org